Il Boia:
La strada sembrava infinita
Adorna di fiori mai così amari,
Ma decise di sfociare come un fiume
Nella fatale piazza gremita.
Ed eravamo lì: tu innocente e forte,
Io mascherato da uomo perbene,
Con la mia ascia pronta a colpire:
Uccidere è più comodo che morire.
Era il destino il mio padrone
Io non potevo che obbedire,
Che colpa mai potevo avere
Se era fuggito via l'amore.
La folla urlava di farla finita:
Era la rabbia di tutta una vita,
Erano i miei pensieri nuovi
Che volevano morti i nostri ieri.
Allora ascoltai cosa avevi da dire
Ma oramai c'era poco da fare,
Alzai quella lama verso il cielo
E dissanguai la nostra storia di ferro.
In questo incubo amor mio
Io ero il tuo boia senza pietà:
L'avevo sentito da qualche parte
Che il sogno è il rovescio della realtà.
S.M.